Noemi Umani e Marco Miglietta

“LE VOCI DELL’OPERA” CON MARCO MIGLIETTA E NOEMI UMANI: IL CONCERTO LIRICO SARÀ VENERDÌ 27 FEBBRAIO ALLA SALA EX MACELLI

Le arie d’opera che quasi tutti hanno ascoltato almeno una volta – a teatro, in televisione, in un film – venerdì 27 febbraio 2026 tornano a farsi sentire dal vivo a Montepulciano. Alle ore 21.15, agli Ex Macelli, la rassegna ASCOLTI propone Le Voci dell’Opera, una serata a ingresso libero dedicata a un repertorio tra i più celebri e riconoscibili del melodramma.

In programma ci sono pagine di Verdi, Puccini, Mascagni, Bizet e Cilea: brani che fanno parte dell’immaginario collettivo e che, proprio per questo, riescono a tenere insieme ascoltatori esperti e pubblico curioso. L’idea è quella di offrire un concerto di alta qualità, ma con un’impostazione accessibile e condivisa, in linea con lo spirito della rassegna.

I protagonisti sono due cantanti con esperienze significative nei principali contesti lirici. Il tenore Marco Miglietta ha cantato all’Opera di Roma, al Teatro San Carlo di Napoli, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Petruzzelli di Bari e al Comunale di Bologna. Il soprano Noemi Umani si è esibita in Italia e all’estero, in Spagna e in Argentina, e ha collaborato con il Lirico Sperimentale di Spoleto, il Mascagni Festival e il Festival di Palermo. Ad accompagnarli al pianoforte sarà Alessio Tiezzi.

Alla serata partecipano anche la Corale Poliziana e il gruppo Corale Le Grazie, dirette da Judy Diodato. La collaborazione con le realtà corali del territorio è uno degli elementi centrali dell’iniziativa: professionisti e formazioni locali condividono lo stesso palco per una collaborazione che incoraggia la partecipazione pubblica.

PROGRAMMA

Giuseppe Verdi
(1813 – 1901)

“Lunge da lei… De’ miei bollenti spiriti”
da La traviata

ATTO SECONDO – Scena prima
Casa di campagna presso Parigi

 Salotto terreno. Nel fondo, in faccia agli spettatori, è un camino, sopra il quale uno specchio ed un orologio, fra due porte chiuse da cristalli che mettono ad un giardino. Al primo piano due altre porte, una di fronte all’altra. Sedie, tavolini, qualche libro, l’occorrente per iscrivere. Alfredo solo entra in costume di caccia

Lunge da lei per me non v’ha diletto! . . .
(Depone il fucile.)
Volaron già tre lune
dacché la mia Violetta
agi per me lasciò, dovizie, onori,
e le pompose feste,
ov’agli omaggi avvezza,
vedea schiavo ciascun di sua bellezza . . .
Ed or contenta in questi ameni luoghi
tutto scorda per me . . .
Qui presso a lei
io rinascer mi sento,
e dal soffio d’amor rigenerato
scordo ne’ gaudi suoi tutto il passato.
De’ miei bollenti spiriti
il giovanile ardore
ella temprò col placido
sorriso dell’amor! . . .
Dal dì che disse: vivere
io voglio a te fedel,
dell’universo immemore
io vivo quasi in ciel.

Giuseppe Verdi
(1813 – 1901)

“Ah fors’è lui… Sempre libera”
da La traviata

ATTO PRIMO – Scena quinta
Violetta sola


È strano! . . . è strano! . . . in core
scolpiti ho quegli accenti! . . .
Saria per me sventura un serio amore? . . .
Che risolvi, o turbata anima mia? . . .
Null’uomo ancora t’accendeva . . . O gioia
ch’io non conobbi, esser amata amando! . . .
E sdegnarla poss’io
per l’aride follie del viver mio? . . .

Ah fors’è lui che l’anima
solinga ne’ tumulti
godea sovente pingere
de’ suoi colori occulti!. . .
Lui, che modesto e vigile
all’egre soglie ascese,
e nuova febbre accese
destandomi all’amor! . . .
A quell’amor ch’è palpito
dell’universo intero,
misterïoso, altero,
croce e delizia al cor.
A me, fanciulla, un candido
e trepido desire,
quest’effigiò dolcissimo
signor dell’avvenire,
quando ne’ cieli il raggio
di sua beltà vedea,
e tutta me pascea
di quel divino error.
Sentia che amore è palpito
dell’universo intero ecc.
(Resta concentrata; scuotendosi)
Follie! follie! . . . delirio vano è questo! . . .
Povera donna, sola,
abbandonata in questo
popoloso deserto
che appellano Parigi,
che spero or più? che far degg’io? Gioire,
di voluttà ne’ vortici perir! . . .
Gioir! . . .
Sempre libera degg’io
folleggiare di gioia in gioia,
vo’ che scorra il viver mio
pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
sempre lieta ne’ ritrovi,
a diletti sempre nuovi
dee volare il mio pensier.

Giuseppe Verdi
(1813 – 1901)

“Parigi, o cara, noi lasceremo”
da La traviata

ATTO TERZO – Scena sesta
Alfredo e Violetta si gettano le braccia al collo.

Violetta
Amato Alfredo, oh gioia!
Alfredo
Oh mia Violetta, oh gioia!
Colpevol sono . . . so tutto, o cara . . .
Violetta
Io so che alfine reso mi sei!
Alfredo
Da questo palpito s’io t’ami impara,
senza te esistere più non potrei.
Violetta
Ah, s’anco in vita m’hai ritrovata,
credi che uccidere non può il dolor.
Alfredo
Scorda l’affanno, donna adorata,
a me perdona e al genitor.
Violetta
Ch’io ti perdoni? la rea son io;
ma solo amor tal mi rendé.
Alfredo, Violetta
Null’uomo o demon, angiol mio,
mai più dividermi potrà da te.
Parigi, o cara /o, noi lasceremo,
la vita uniti trascorreremo . . .
de’ corsi affanni compenso avrai,
la tua / mia salute rifiorirà.
Sospiro e luce tu mi sarai,
tutto il futuro ne arriderà.

Francesco Cilea
(1866 – 1950)

“È la solita storia del pastore”
da L’Arlesiana

ATTO SECONDO
Solo sul palcoscenico e col cuore infranto, Federico legge le lettere che la Vivetta ha inviato a Metifio e che provano il suo tradimento:

«È la solita storia del pastore…
Il povero ragazzo voleva raccontarla

E s’addormì.

C’è nel sonno l’oblio.

Come l’invidio!

Anch’io vorrei dormir così,

nel sonno almen l’oblio trovar!

La pace sol cercando io vo.

Vorrei poter tutto scordar!

Ma ogni sforzo è vano.

Davanti ho sempre

di lei il dolce sembiante.

La pace tolta è solo a me.

Perché degg’io tanto penar?

Lei! Sempre lei mi parla al cor!

Fatale vision, mi lascia!

Mi fai tanto male! Ahimè!

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“O mio babbino caro”
da Gianni Schicchi

ATTO UNICO
Lauretta in ginocchio, dinanzi a Gianni Schicchi

Oh! mio babbino caro,
mi piace, è bello, bello;
vo’ andare in Porta Rossa
a comperar l’anello!
Sì, sì, ci voglio andare!
e se l’amassi indarno,
andrei sul Ponte Vecchio,
ma per buttarmi in Arno!
Mi struggo e mi tormento!
O Dio, vorrei morir!
Babbo, pietà, pietà!…
(piangendo)
Babbo, pietà, pietà!

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“E lucevan le stelle”
da Tosca

ATTO TERZO – Scena Prima
Cavaradossi rimane alquanto pensieroso, quindi si mette a scrivere… ma dopo tracciate alcune linee è invaso dalle rimembranze, e si arresta dallo scrivere. (pensando)

E lucevan le stelle
e olezzava la terra
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena
entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia…
Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore
l’ora è fuggita
e muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!…
(scoppia in singhiozzi, coprendosi il volto colle mani)

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“Quando men vo”
da La Bohème

ATTO SECONDO
Musetta, sempre seduta, dirigendosi intenzionalmente a Marcello, il quale comincia ad agitarsi

Quando me’n vo
soletta per la via
la gente sosta e mira!
E la bellezza mia
tutta ricerca in me
da capo a piè!

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“O soave fanciulla”
da La Bohème

ATTO PRIMO
Rodolfo e Mimì

RODOLFO
O soave fanciulla, o dolce viso
di mite circonfuso alba lunar
in te, vivo ravviso
il sogno ch’io vorrei sempre sognar!
Fremon già nell’anima
le dolcezze estreme,
nel bacio freme amor!
MIMÌ
Ah! tu sol comandi, amor!…
RODOLFO
Fremon già nell’anima
le dolcezze estreme.
MIMÌ
(Oh! come dolci scendono
le sue lusinghe al core…
tu sol comandi, amore!…)
RODOLFO
Nel bacio freme amor!
bacia Mimì
MIMÌ
No, per pietà!
RODOLFO
Sei mia!
MIMÌ
V’aspettan gli amici…
RODOLFO
Già mi mandi via?
MIMÌ
Vorrei dir… ma non oso…
RODOLFO
Di’
MIMÌ
Se venissi con voi?
RODOLFO
Che?… Mimì?
Sarebbe così dolce restar qui.
C’è freddo fuori.
MIMÌ
Vi starò vicina!…
RODOLFO
E al ritorno?
MIMÌ
Curioso!
RODOLFO
Dammi il braccio, mia piccina.
MIMÌ
Obbedisco, signor!
RODOLFO
Che m’ami di’…
MIMÌ
Io t’amo!
RODOLFO
Amore !
MIMÌ
Amor!

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“Vissi d’arte”
da Tosca

ATTO SECONDO
Tosca nel massimo dolore

Vissi d’arte, vissi d’amore,
non feci mai male ad anima viva!…
con man furtiva
quante miserie conobbi, aiutai…
sempre con fé sincera,
la mia preghiera
ai santi tabernacoli salì.
Sempre con fé sincera
diedi fiori agli altar.
(alzandosi)
Nell’ora del dolore
perché, perché signore,
perché me ne rimuneri così?
Diedi gioielli
della madonna al manto,
e diedi il canto
agli astri, al ciel, che ne ridean più belli.
Nell’ora del dolore,
perché, perché signore,
perché me ne rimuneri così?
(singhiozzando)

Giacomo Puccini
(1858 – 1924)

“Nessun dorma”
da Turandot

ATTO Terzo
Il Principe Calaf attende l’alba dopo aver lanciato la sfida a Turandot.

Nessun dorma!… Nessun dorma!…
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d’amore e di speranza!
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scoglierà
il silenzio che ti fa mia!

Dilegua, o notte! tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All’alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!

Pietro Mascagni
1863 – 1945)

“Regina cœli… Inneggiamo, il Signor non è morto”
da Cavalleria rusticana

ATTO UNICO
CORO
(interno della chiesa) 

SANTUZZA e CORO ESTERNO
(sulla piazza)


Regina coeli laetare.

Alleluja!

Quia quem meruisti portare.

Alleluja!

Resurrexit sicut dixit.

Alleluja!


Inneggiamo, 

Il Signor non è morto,

Ei fulgente

Ha dischiuso l’avel,

Inneggiam

Al Signore risorto

Oggi asceso

Alla gloria del Ciel!

Pietro Mascagni
1863 – 1945)

“Viva il vino spumeggiante”
Cavalleria rusticana

ATTO UNICO
Scena, Coro e Brindisi
, Turiddu e Coro

UOMINI
A casa, a casa, Amici,
ove ci aspettano
Le nostre donne,

Andiam.

Or che letizia

Rasserena gli animi

Senza indugio corriam.
DONNE
A casa, a casa,
 Amiche,
ove ci aspettano

I nostri sposi,

Andiam .

Or che letizia

Rasserena gli animi

Senza indugio corriam.

(Il coro si avvia.)
(Tutti si avvicinano alla tavola dell’osteria e prendono i bicchieri.)
TURIDDU
Viva il vino spumeggiante

Nel bicchiere scintillante,

Come il riso dell’amante

Mite infonde il giubilo!

Viva il vino ch’è sincero

Che ci allieta ogni pensiero,

E che annega l’umor nero,

Nell’ebbrezza tenera.
CORO
Viva il vino spumeggiante, ecc.
(Si riprende il brindisi.)

LE VOCI DELL’OPERA
Venerdì 27 febbraio, ore 21.15
Ex Macelli – Montepulciano
ingresso libero
info@fondazionecantiere.it
T. 0578757089

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