MONTEPULCIANO – Ex Macelli – ingresso libero
Domenica 1 febbraio 2026 ore 21.15
La sorprendente formazione legata al Conservatorio Rinaldo Franci scandisce un viaggio nella musica contemporanea per percussioni. Guidati dal maestro Federico Poli, nove talentuosi percussionisti propongono un itinerario ritmico tra le musiche composte da autori attuali e innovativi. Si apre così la nuova rassegna Ascolti – appuntamenti musicali a Montepulciano 2026 promossa da Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e Istituto di Musica Hans Werner Henze.
PROGRAMMA
Nebojša Jovan Živković
(1962)
Trio per uno op. 27
Movimento I
Movimento III
Trio Per Uno di è composto da tre movimenti. Oggi eseguiremo il primo ed il terzo movimento che presentano alcune somiglianze stilistiche e sembrano rappresentare la perfezione della natura selvaggia in un rituale arcaico. Il primo brano richiede una grancassa (distesa) suonata con bacchette da timbales da tutti e tre i musicisti. Oltre a questo suono, ogni musicista utilizza una coppia di bongos e gong cinesi.
Percussioni: Lorenzo Caporalini, Jacopo Chitarrai, Duccio Niccolini
Steve Reich
(1936)
Nagoya Marimba
Fast
Slow
Fast
Nagoya Marimbas (1994) di Steve Reich è un brano per due marimbe che utilizza pattern ripetuti, simili ai suoi precedenti pezzi minimalisti, ma con uno sviluppo più melodico e cambi frequenti. Il brano è un canone all’unisono a due voci, in cui i pattern vengono eseguiti con uno o più pattern fuori fase e che viene ripetuto solo poche volte; il brano è molto difficile perché richiede una grande padronanza della struttura organizzativa del brano. L’opera è stata commissionata dal Conservatorio di Musica di Nagoya in Giappone per l’inaugurazione del Conservatorio di Musica di Shirakawa nel 1994.
Marimba: Jacopo Chitarrai, Elena Spadini
Gene Koshinski
(1980)
Dance of Drums
(da Song and Dance)
Dance of Drums è scritto per duo di percussioni: una danza tribale con pattern che si intrecciano in un percussionismo molto primordiale, la conchiglia evoca il canto degli uccelli che accompagna l’intero brano, che evoca in un certo senso i suoni della natura.
Percussioni: Sofia Giannandrea, Duccio Niccolini
Mark Ford
(1958)
Stubernik
La Fantasia di Stubernic si basa su due composizioni di Mark Ford, Stubernic e Afta-Stuba, scritte per tre musicisti su una marimba. Stubernic (pronunciato stew-ber-nick) è stata dedicata a Stefan e Mary K. Stuber, con cui il compositore ha frequentato l’università. Nel 1987, gli Stuber si recarono in Guatemala e Nicaragua per scopi umanitari. Al loro ritorno, raccontarono a Ford storie delle loro avventure e delle numerose orchestre di marimba che avevano ascoltato, soprattutto in Guatemala. Ford stava scrivendo un duetto vibrafono/marimba in quel momento e decise di trasformarlo in un trio su una marimba, nello stile delle orchestre di marimba latinoamericane. Ford afferma: “La musica di Stubernic riflette la passione e l’entusiasmo della musica latinoamericana, senza prendere in prestito temi o ritmi tradizionali”. Stubernic richiede ai tre musicisti di muoversi su tutto lo strumento, persino suonando la struttura dello strumento. Il titolo Stubernic deriva dal cognome di Stuber e dalla prima sillaba di Nicaragua.
Marimba: Lucia Grisogani, Sofia Giannandrea, Raffaella Vitale
John Psathas
(1966)
Aegean
Il brano trae ispirazione in parte dalla vista dalla casa dei miei genitori, che si affaccia sul Mar Egeo, e presenta una scena in cui un mare calmo si alza e si abbassa dolcemente. La figura ritmica iniziale, in tempo dispari e delicatamente articolata, evoca i movimenti irregolari della superficie dell’oceano, mentre i passaggi che aggiungono ripetuti pattern di semicrome di due note nel registro acuto rispecchiano il luccichio della luce del sole sui contorni increspati dell’acqua. La tranquillità di Aegean è rafforzata dall’equilibrio degli altri strati che decorano il viaggio tranquillo dell’opera. Le parti si intrecciano ritmicamente, con passaggi solistici dolcemente espressivi che emergono in ogni punto. L’opera si immerge nel calore, come il sole che emerge da dietro una nuvola; Le parti si fondono infine in un unisono ritmico e melodico, condividendo l’idilliaca (e in definitiva malinconica) dichiarazione melodica che conclude l’opera. La parte finale del brano, quando le parti sono all’unisono, è (per me) una sezione musicale molto triste. Trasmette una dolorosa sensazione di fine e di definitività. Mi vengono sempre in mente gli ultimi mesi di vita di mia madre quando sento la fine di Aegean. Immagino sia perché il brano è stato creato nello stesso anno della sua scomparsa.
Sofia Giannandrea, Raffaella Vitale, Elena Spadini, Lucia Grisogani
Ney Rosauro
(1952)
Japanese Ouverture op.26
Sul mio ritorno da Tokyo in Brasile nel 1996, una signora Brasiliana seduta accanto a me in aereo mi ha raccontato la sua storia di come è venuta a vivere in Giappone molti anni fa. Nata da una famiglia povera, quando era giovane ha lasciato la piccola e tranquilla città nel Nordest del Brasile, per andare in Giappone per lavorare in una fabbrica e vivere a Tokyo in una città enormemente sviluppata. Ho scritto questo pezzo basato sulla sua storia e sui suoi sogni.
Nella prima parte del brano (Lento e Rubato), si presenta un pedale con gli strumenti a tastiera, insieme ad alcuni strumenti a percussione in legno, con suoni e timbri, tipici della musica giapponese; gli strumenti introducono i motivi principali da utilizzare nel brano.
I temi utilizzati nel brano sono nel modo dorico, questi creano un’atmosfera ispirata alla musica brasiliana del nord est del Brasile ed una citazione della canzone dei bambini giapponesi, Sakura Sakura (Cherry Blossom) che può essere ascoltata in tutta la composizione. Durante la parte dell’allegro, si sviluppa un dialogo tra le tastiere ed i tamburi che vengono suonati in stile giapponese. Dopo la cadenza c’è una improvvisazione dei tamburi; i temi principali sono riesposti prima della coda in un tempo più veloce che conclude il brano.
Il pezzo è stato commissionato per il Festival Giapponese di percussioni del 1997 dove è stato premiato dal Okada Tomoyuki Percussion Ensemble.
Percussioni: Sofia Giannandrea, Raffaella Vitale, Duccio Niccolini, Lucia Grisogani, Lorenzo Caporalini, Giovanni Fuccello, Jacopo Chitarrai, Elena Spadini
Minoru Miki
(1930 – 2011)
Marimba Spiritual
Marimba Spiritual fu commissionata da Keiko Abe al compositore Giapponese Minoru Miki nel 1983. Il compositore accettò con entusiasmo l’idea di comporre un brano per marimba solista e 3 percussionisti anche con l’intento di espandere il repertorio per strumenti a percussioni giapponesi tradizionali. Miki iniziò a pensare al brano nel giorno di natale del 1983 e lo completò il 13 gennaio 1984. Questo era l’anno in cui molte persone morirono in Africa a causa di fame e di sete. Miki aveva sperimentato le sofferenze di simili patimenti a causa della II guerra mondiale, cosi decise di dedicare il brano esprimendo le proprie condoglianze a questa situazione.
La prima sezione è un requiem lento quasi statico, pur non avendo un modello di scale specifiche su cui si basa la prima sezione come lui stesso dice, il pezzo risulta essere ricco di materiale melodico ed armonico. La seconda parte è invece una parte molto ritmica ed energica, è una resurrezione, una lotta. Il titolo Marimba Spiritual è espressione di questo processo totale.
I tre percussionisti suonano strumenti di metallo e di legno nella prima sezione e nella seconda parte tamburi. Il brano risulta molto impegnativo anche per la coerenza con cui si dovrà bilanciare le due sezioni contrastanti. I modelli ritmici della seconda parte sono presi dalla festa dei Tamburi dell’area di Chichibu nordovest di Tokio.
Marimba, Federico Poli Percussioni: Raffaella Vitale, Jacopo Chitarrai, Lorenzo Caporalini
SIENA PERCUSSION GROUP
Jacopo Chitarrai, Giovanni Fuccello, Lorenzo Caporalini, Duccio Niccolini,
Raffaella Vitale, Lucia Griosogani, Sofia Giannandrea, Elena Spadini
Siena Percussion Group nasce da un’idea del prof. Federico Poli, docente di Percussione del Conservatorio Rinaldo Franci di Siena. Fondato all’interno dell’Istituto di Alta Formazione nel 2011, il gruppo, che ha un organico versatile (quartetto, sestetto ecc.), in relazione al repertorio da eseguire, è ormai una realtà stabile che si propone di diffondere il repertorio per ensemble/solistico per percussione. Siena Percussion Group ha collaborato con artisti internazionali tra i quali Emmanuel Sèjournè, Ney Rosauro, Simone Rubino, John Psathas, oltre a prime parti di teatri ed enti lirico-sinfonico come Maggio Musicale Fiorentino, Scala di Milano, Toscanini di Parma, ORT, Teatro Lirico di Cagliari. il gruppo ha già all’attivo un’intensa attività concertistica, registrazioni audio/video e produzioni discografiche. Nel maggio del 2026 lavorerà in residence con il compositore John Psathas per eseguire in prima mondiale un brano della durata di 40 minuti, appositamente scritto per il gruppo.
FEDERICO POLI
Docente del Conservatorio R. Franci di Siena, vanta una carriera concertistica che lo ha portato a esibirsi in Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Stati Uniti, suonando in alcune tra le più prestigiose sale da concerto italiane e internazionali. Attivo anche in orchestra, collabora con enti lirici, fondazioni e istituzioni italiane. Sono oltre venti le sue incisioni discografiche, con prime assolute per percussioni e ensemble cameristico. Dal 2003 è Endorser per Yamaha Music Europe.
