45° Cantiere Internazionale d'Arte 2020: Scienza Arte Utopie - Prometeo Reloaded

manifesto 45 cantiere web
Il 45° Cantiere Internazionale d'Arte si terrà dal 15 luglio al 2 agosto 2020, tra Montepulciano e la Valdichiana. La tematica di questa prossima edizione è Scienza Arte Utopie - Prometeo Reloded. Il direttore artistico Roland Böer, coadiuvato per la programmazione dal coordinatore artistico Giovanni Oliva, ha ideato anche l'immagine-manifesto qui anticipata.

SCOPRI GLI EVENTI PRINCIPALI IN PROGRAMMA (pdf)

Una presentazione del programma artistico è annunciata dal direttore artistico in un'intervista rilasciata al quotidiano La Nazione, qui riportata integralmente.

***************

Cantiere Internazionale d’Arte, quest’anno il 45esimo, a luglio, da cui ci separa un periodo di tempo sufficientemente lungo per ritenere un regolare Cantiere rispetto all’emergenza attuale. Cosa possiamo attenderci?
La situazione dell’emergenza è molto complicata e l‘evoluzione non è molto incoraggiante, purtroppo. Il nostro programma prevede l‘apertura per il 15 luglio, proseguendo fino al 2 agosto con 50 eventi, tra opera, teatro musicale, danza, performance, concerti sinfonici, recital, concerti da camera, cinema muto e musica dal vivo, installazione luce e un piccolo convegno scientifico sugli effetti della musica nello sviluppo cerebrale prenatale e neonatale. Tra i 350 partecipanti si esibiscono l’Orchestra della Toscana, artisti italiani ed internazionali prestigiosi, gruppi locali e giovani talenti.

Questo Cantiere conclude una trilogia. Il significato di questa edizione, il filo conduttore?
“Scienza, Arte, Utopie - Prometeo reloaded“ è un appello a ognuno per riflettere e ri-creare se stesso come un membro sociale di una comunità migliore. Solo la formazione nella scienza e nell’arte ci permette di sviluppare le nostre idee e di realizzare davvero le utopie. Per l’aspetto della scienza ci interessano la storia dell’Istituto di Musica di Montepulciano, il 250° compleanno di Beethoven, il telescopio e i viaggi spaziali; per l’elemento dell’arte scopriamo la sinestesia e presentiamo tante nuove creazioni; per l‘utopia distinguiamo l’idillio come rifugio mentale e i modelli concreti.

Il 2020 coincide anche con l’ultima sua direzione artistica. Un bilancio?
Durante i 12 anni passati ho potuto contribuire con le mie idee alla manifestazione del M° Henze e dare ispirazione e forma alla realizzazione di più di un quarto della storia del Cantiere, il quale riceve, già da qualche anno, il giusto riconoscimento finanziario dal ministero della cultura italiano per la sua qualità artistica. Siamo riusciti a stimolare un interesse nazionale ed internazionale sempre più grande. L’autorevole Giornale della Musica ha promosso il 44° Cantiere come posizione 4 tra i migliori 10 festival d’Italia, e il New York Times ha inserito la produzione del musical Passion tra i migliori progetti teatrali del 2019 in Europa. Possiamo essere soddisfatti.

Lei è tedesco, del resto, come Henze. Il suo rapporto con Montepulciano?
Come Henze sono diventato quasi mezzo-italiano. Quello che abbiamo sicuramente in comune è l’affinità, anzi, l’amore per l’Italia e la sua cultura. Montepulciano è per me campo sperimentale, prato per giocare, palco per realizzare le mie idee. Senza i miei numerosi rapporti personali e la fiducia con tutti i collaboratori del Cantiere e con tanti Poliziani, i miei sforzi sarebbero vani però. Con il riconoscimento del Grifo Poliziano che mi è stato attribuito dal Comune di Montepulciano, sarò per sempre legato in amicizia.

Come è possibile che un piccolo centro come Montepulciano abbia da 45 anni un grande Cantiere Internazionale?
L‘idea originale, il concetto della collaborazione tra professionisti internazionali, non professionisti e giovani talenti, in cambio solo di vitto, alloggio e rimborso spese, è stata vincente. Il Cantiere continua importante e prestigioso perché importanti e prestigiosi sono gli artisti, le personalità, i compositori, i direttori, i registi, i coreografi, i solisti, i cantanti, i danzatori, i quali contribuiscono ogni anno generosissimamente con la loro creatività e la bella energia umana a un progetto più grande e condiviso. E quelli che sono venuti non vogliono più ripartire, se non per tornare il prossimo anno. A parte questo, Montepulciano non è grande, ma ha una sua grandezza, ed è bellissima!

Adesso i suoi programmi, i suoi impegni?
Dopo il mio debutto nel mese di dicembre 2019 continuerò una relazione frequente con il festival Tiroler Festwochen Erl, sopratutto per concerti. Ritornerò regolarmente all’Opera di Francoforte per nuove produzioni, tra altro per la prima assoluta di “The people out there“ di Hauke Berheide e Amy Stebbins, in collaborazione con Ensemble Modern. A causa dell‘attuale crisi alcuni dei miei contratti sono stati annullati o sospesi. Spero di poter continuare il mio lavoro in Italia e in tutta l’Europa quanto prima.

 

Roland Boeer

Roland Böer – foto di Michele Vino