MOMENTI D’ORGANO I – DUO GALANTI
Sara Galanti viola
Antonio Galanti organo
Georg Philipp Telemann
(1681-1767)
Concerto in sol maggiore twv 51: g9
per viola e organo
Largo
Allegro
Andante
Presto
Sara Galanti
(1999)
Kypárissos (2026)
per viola
(prima assoluta, commissione 51º Cantiere)
Georg Friedrich Händel
(1685-1759)
Sonata in do maggiore igh 543
per viola e organo
Adagio
Allegro
Adagio
Allegro
Antonio Galanti
(1964)
Toccata Undecima (2026)
per l’organo della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Montepulciano
(prima assoluta, commissione 51º Cantiere)
Johann Nepomuk Hummel
(1778-1837)
Fantasia op. 94
per viola e organo
Andante grave
Andante con moto
Allegro non troppo
Il primo concerto oggi conosciuto per viola, archi e continuo è quello di Georg Philipp Telemann. Fu composto fra il 1716 e il 1721. In quel periodo, Telemann era direttore del Collegium Musicum della famiglia Frauenstein, a Francoforte sul Meno: è quindi probabile che sia stato lì eseguito per la prima volta. La struttura è il risultato di una felice unione tra l’antica sonata da chiesa, in quattro tempi alternando movimenti lenti e veloci, e il nuovo concerto solistico. Dei tempi lenti, il primo è in stile francese, caratterizzato dal susseguirsi di figure lunghe e brevi. Il terzo, invece, si dipana sopra un basso andante molto espressivo e presenta una cadenza. I tempi veloci, invece, adottano la forma binaria con ritornelli e, vicini allo spirito della danza, sono brillanti e travolgenti.
Kyparissos per viola sola di Sara Galanti, commissionato dal 51° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, riprende il titolo dall’albero che, oltre ad essere emblematico del paesaggio toscano, ha fornito anche la materia prima per la costruzione delle canne dell’organo di Santa Maria delle Grazie. Dall’Oriente alla Grecia, dagli Etruschi ai Romani, il cipresso, dal legno pregiato e dal profilo slanciato ed elegante, è sempre stato associato alla dimensione ultraterrena, in special modo al trapasso dalla vita alla morte e all’eternità. Kyparissos si ispira proprio a questa connotazione simbolica. Il pezzo inizia con una scrittura cromatica e dissonante che, a poco a poco, si dipana e si scioglie nel diatonismo e nella consonanza: passaggio dalla dimensione materiale a quella spirituale.
La Sonata in do maggiore IGH 543 è una composizione giovanile di Georg Friedrich Hӓndel. Fu presumibilmente composta verso il 1705 per viola o viola da gamba e clavicembalo. Il pezzo è attribuito al Sassone da un manoscritto, senza data, conservato presso la Biblioteca della Sing-Akademie di Berlino. La struttura è quella della sonata da camera, ma in quattro movimenti, tutti bipartiti e con ritornelli. Non ci sono indicazioni di danze, ma solo di andamento. Possiamo però associare i quattro tempi – Adagio, Allegro, Adagio e Allegro –, più nello spirito che nella sostanza, alle tradizionali danze che sono sempre presenti nella suite barocca: Allemanda, Corrente, Sarabanda e Giga.
Le toccate per organo di Antonio Galanti formano un ciclo aperto di composizioni, concepite per strumenti antichi celebri o in ogni modo importanti. Ogni pezzo è dedicato a uno specifico organo e cerca di metterne in risalto le peculiarità. La Prima, del 1990, è per lo strumento della Basilica di Valère a Sion, Svizzera, il più antico organo al mondo ancora suonabile. L’ultima, l’Undecima, è destinata invece a un altro singolare strumento: quello di Santa Maria delle Grazie a Montepulciano, interamente formato da canne di cipresso. Oltre a elementi basilari della tecnica esecutiva – scale, arpeggi e accordi – il pezzo utilizza diverse quantità di immissione di aria nelle canne. Il rumore prodotto dalla nuda meccanica dei tasti, infine, diviene elemento autonomo ed espressivo.
Allievo di Mozart e Haydn e amico di Beethoven e Schubert: si tratta di Johann Nepomuk Hummel. Tra i più celebri musicisti della Vienna del tempo, fu quasi del tutto dimenticato con l’avvento del Romanticismo. Tra i pezzi che ancor oggi godono di un certo seguito c’è il Potpourri op. 94 per viola e orchestra: una serie di arrangiamenti ed elaborazioni di canzoni e melodie e arie d’opera tratte da Mozart e Rossini. Non mancano, naturalmente, sezioni originali, che mettono in luce il virtuosismo solistico della viola. Oggi, il pezzo è giunto in una versione più breve, conosciuta come Fantasia op. 94: introduzione solenne, parte cantabile e conclusiva, gioiosa movenza di danza. Lo stesso Hummel ne approntò anche una versione per violoncello, come op. 95, eseguita anche col fagotto.
The earliest known concerto for viola, strings and basso continuo is that by Georg Philipp Telemann, composed between 1716 and 1721. At the time, Telemann was director of the Frauenstein family’s Collegium Musicum in Frankfurt am Main, making it likely that the work received its first performance there. Its structure skilfully combines the traditional four-movement sonata da chiesa, with its alternation of slow and fast movements, and the emerging form of the solo concerto. Of the two slow movements, the opening is written in the French style, characterised by the alternation of long and short rhythmic figures. The third movement unfolds over a highly expressive andante bass and includes a cadenza. The two fast movements are in binary form with recurring ritornellos and, imbued with the spirit of the dance, are both brilliant and exhilarating.
Kyparissos for solo viola by Sara Galanti, commissioned by the 51st Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, takes its title from the cypress tree, an emblematic feature of the Tuscan landscape and the very wood from which the pipes of the organ in Santa Maria delle Grazie were made. From the ancient Near East to Greece, and from the Etruscans to the Romans, the cypress—with its noble timber and elegant, tapering form—has long been associated with the realm beyond life, symbolising in particular the passage from mortality to eternity. Kyparissos draws its inspiration from this rich symbolic tradition. The work opens with chromatic, dissonant writing which gradually unfolds and resolves into diatonic harmony and consonance, tracing a journey from the material to the spiritual realm.
The Sonata in C major, IGH 543, is an early work by Georg Friedrich Händel, probably composed around 1705 for either viola or viola da gamba with harpsichord. The attribution rests on an undated manuscript preserved in the Library of the Sing-Akademie in Berlin. Its design follows that of the sonata da camera, although unusually cast in four movements, each in binary form with repeats. Rather than specifying dance types, the score indicates only tempo markings. Nevertheless, the sequence of movements—Adagio, Allegro, Adagio and Allegro—may be understood, more in spirit than in strict form, as corresponding to the traditional dances of the Baroque suite: Allemande, Courante, Sarabande and Gigue.
Antonio Galanti’s organ toccatas constitute an open-ended cycle of works conceived for celebrated historic instruments or organs of particular significance. Each composition is dedicated to a specific instrument and seeks to highlight its distinctive characteristics. The First Toccata, written in 1990, was composed for the organ of the Basilica of Valère in Sion, Switzerland, the oldest playable organ in the world. The most recent, the Eleventh Toccata, is dedicated to another remarkable instrument: the organ of Santa Maria delle Grazie in Montepulciano, whose pipes are made entirely of cypress wood. Alongside the fundamental elements of keyboard technique—scales, arpeggios and chords—the work explores varying degrees of air pressure within the pipes. The mechanical sound of the keys themselves is also transformed into an independent and expressive musical element.
A pupil of Mozart and Haydn, and a friend of Beethoven and Schubert: Johann Nepomuk Hummel was among the most celebrated musicians in Vienna during his lifetime, yet his reputation faded almost completely with the advent of Romanticism. One of the few works to have retained a place in the repertory is the Potpourri, Op. 94, for viola and orchestra: a sequence of arrangements and elaborations based on songs, melodies and operatic arias by Mozart and Rossini. Interwoven with these borrowed materials are original passages that showcase the viola’s remarkable virtuosity. The work has survived in a shortened version, now generally known as the Fantasia, Op. 94, comprising a solemn introduction, a lyrical central section and a joyful, dance-like conclusion. Hummel himself also prepared a version for cello, published as Op. 95, which has likewise been performed on the bassoon.
INGRESSO LIBERO
Info e prenotazioni: 0578758473
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Un ringraziamento a
