SERIE SANTA LUCIA III
Chen Haolong violoncello
Ludovico Falqui Massidda pianoforte
Vincitori del Concorso Arezzo 50&Più
Claude Debussy
(1862 – 1918)
Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte, L 144
Prologue – Lent. Sostenuto e molto risoluto
Sérénade – Modérément animé
Finale – Aminé. Léger et nerveux
Mauro Montalbetti
(1969)
Canto di pietra
(per violoncello solo)
Anton Webern
(1883 – 1945)
Tre Piccoli pezzi, op. 11
Mäßige Achtel
Sehr bewegt
Äusserst Ruhig
Ludovico Falqui Massidda
(2000)
Qingtuan
(prima assoluta, commissione 51º Cantiere)
Dmitri Shostakovich
(1906 – 1975)
Sonata in re minore per violoncello e pianoforte, op. 40
Allegro non troppo
Allegro
Largo
Allegro
di Ludovico Falqui Massidda
Qingtuan – Fantasia per violoncello e pianoforte (2026)
“Si pesta l’erba verde
per estrarne il succo,
lo si impasta con la farina
per formare delle palline;
il colore è splendido
come la giada verde.”
Yuan Mei
Qingtuan – Fantasia per violoncello e pianoforte è stato composto nel 2026 su commissione del 51° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. Essendo la mia prima commissione, il lavoro ha richiesto un lungo periodo di ricerca, durante il quale ho cercato un’immagine capace di orientare l’intera composizione. Quell’immagine è arrivata da un ricordo apparentemente lontano dalla musica.
Il Qingtuan è un dolce tradizionale cinese preparato in occasione del Festival di Qingming. Quando lo assaggiai per la prima volta, grazie alla pianista Jin Ju, ebbi l’impressione di percepire sapori e consistenze che sembravano convivere in equilibrio pur appartenendo a mondi opposti. Fu un’esperienza sensoriale nuova, difficile da definire con le parole, ma proprio per questo profondamente musicale.
Da quell’impressione nasce l’idea del brano: mettere in dialogo materiali diversi senza cancellarne le differenze, lasciando che convivano e si trasformino reciprocamente. Il linguaggio armonico alterna infatti strutture di derivazione dodecafonica a pentafonie di ascendenza orientale, che talvolta si intrecciano dando origine a colori inattesi. Più che contrapporre Oriente e Occidente, ho cercato di costruire uno spazio sonoro in cui riferimenti culturali differenti potessero incontrarsi naturalmente.
La scrittura è stata pensata fin dall’inizio per il violoncellista Haolong Chen, con il quale collaboravo da tempo. Conoscendone il suono e la personalità musicale, ho immaginato una parte solistica libera e fortemente espressiva, sostenuta da un pianoforte che spesso rinuncia al ruolo tradizionale di accompagnatore per trasformarsi in ambiente sonoro, risonanza e colore.
La forma del brano segue un percorso circolare. Da un’atmosfera iniziale sospesa e misteriosa emergono progressivamente episodi più ritmici e virtuosistici, alternati a momenti di intensa tensione espressiva. Dopo aver raggiunto il culmine emotivo, la musica torna lentamente verso il silenzio, recuperando il clima enigmatico dell’inizio.
Il titolo non vuole essere soltanto un omaggio a un dolce della tradizione cinese, ma al ricordo di una sensazione inattesa: il tentativo di trasformare in suono un’esperienza che, come certi sapori, continua a sfuggire a ogni definizione precisa.
«Qingtuan nasce dal tentativo di trasformare in un suono una sensazione difficile da nominare: l’impressione che elementi apparentemente inconciliabili possano convivere nello stesso istante».
Qingtuan – Fantasy for Cello and Piano was composed in 2026 on commission from the 51st Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. As my first commissioned work, it demanded a long period of reflection and exploration, during which I searched for an image capable of shaping the composition as a whole. That image emerged from a memory seemingly far removed from music.
Qingtuan is a traditional Chinese delicacy prepared for the Qingming Festival. When I first tasted it, thanks to the pianist Jin Ju, I had the impression of experiencing flavours and textures that coexisted in perfect balance despite belonging to seemingly opposite worlds. It was a new sensory experience, difficult to describe in words, yet for that very reason profoundly musical.
From this impression grew the central idea of the work: to bring contrasting musical materials into dialogue without erasing their differences, allowing them instead to coexist and gradually transform one another. The harmonic language alternates structures derived from twelve-tone technique with pentatonic sonorities rooted in Eastern musical traditions, at times interweaving them to create unexpected colours. Rather than setting East against West, I sought to create a sonic space in which different cultural references could meet naturally.
The work was conceived from the outset for the cellist Haolong Chen, with whom I had already collaborated for some time. Familiar with both his sound and his musical personality, I imagined a solo part of great freedom and expressive breadth, supported by a piano that frequently abandons its traditional accompanimental role to become an acoustic landscape, a source of resonance and colour.
The work unfolds in a broadly circular form. From an opening atmosphere of suspension and mystery, increasingly rhythmic and virtuosic episodes gradually emerge, alternating with moments of heightened expressive intensity. Having reached its emotional climax, the music slowly retreats into silence, returning to the enigmatic mood with which it began.
The title is intended not simply as a tribute to a traditional Chinese delicacy, but to the memory of an unexpected sensation: an attempt to translate into sound an experience which, like certain flavours, continues to elude precise definition.
“Qingtuan was born from the attempt to transform into sound a sensation that defies easy naming: the impression that elements which appear irreconcilable can nevertheless coexist within the same moment.”
Posto unico: 6 euro
Per tutti i biglietti acquistati in prevendita, la maggiorazione prevista è di € 1,50
Info e prenotazioni: 0578758473
prevendita@fondazionecantiere.it
Un ringraziamento a

