CONCERTO DI APERTURA
Orchestra Sinfonica delle Alpi
Marily Santoro soprano
Markus Stenz direttore
Hans Werner Henze
(1926 – 2012)
Nachtstucke und Arien
versione per soprano e piccola orchestra di Detlev Glanert (1960)
(prima assoluta, commissione 51º Cantiere)
poesie di Ingeborg Bachmann
Nachtstück I
Aria I, Wohin wir uns wenden im Gewitter der Rosen
Nachtstück II
Aria II, Mit schlaftrunkenen Vögeln
Nachtstück III
Ludwig van Beethoven
(1770 – 1827)
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”
Allegro con Brio
Marcia funebre. Adagio assai
Scherzo. Allegro vivace
Allegro molto
In collaborazione con MusicaRiva Festival 42ª edizione
di Detlev Glanert
I Nachtstücke und Arien rappresentano uno dei vertici artistici della collaborazione tra Ingeborg Bachmann e Hans Werner Henze, persino rispetto al grande successo riscosso dalle opere Der Prinz von Homburg e Der junge Lord. In questa partitura, infatti, Bachmann e Henze giungono a plasmare una forma nuova e originale, così come una rinnovata poetica del contenuto.
Dal punto di vista formale, l’opera si articola in tre movimenti puramente orchestrali, entro i quali si inscrivono due arie. Il materiale musicale, lirico e ritmico attraversa e permea reciprocamente tutte e cinque le sezioni, al punto che si potrebbe parlare di una sinfonia in cinque movimenti con voce solista: il movimento centrale assume la funzione di Scherzo, il secondo e il quarto corrispondono ad Adagi, il primo svolge il ruolo di introduzione, mentre l’ultimo si configura come un Rondò animato da un moto rapido e incessante.
Il contenuto dei testi poetici dispiega una riflessione lirica sul mondo e sulla natura che, in modo profondamente personale, si eleva fino a confrontarsi con le problematiche del presente, senza tuttavia mai rinunciare alla bellezza della parola poetica; alcuni versi furono composti da Bachmann appositamente su richiesta di Henze.
La musica riesce a creare un universo onirico di straordinaria e insieme delicatissima bellezza fuggevole: un tessuto sonoro che sostiene i testi, li celebra con slancio quasi innodico e ne assapora ogni sfumatura, così come esalta la voce umana quale espressione della vita e dell’amore.
Personalmente ritengo questa composizione una delle opere più belle di Hans Werner Henze e ho sempre considerato motivo di rammarico il fatto che venisse eseguita molto di rado, a causa della sua imponente compagine orchestrale. Sono dunque particolarmente lieto che la Fondazione Henze e la casa editrice Schott mi abbiano consentito di presentare, in occasione del centenario della nascita di questi due artisti straordinari, Henze e Bachmann, una versione da camera dell’opera.
Nachtstücke und Arien stands as one of the artistic high points of the collaboration between Ingeborg Bachmann and Hans Werner Henze, even when compared with the major success of their operas “Der Prinz von Homburg” and “Der junge Lord”. In this score, Bachmann and Henze arrive at the shaping of a new and original form, as well as a renewed poetics of content.
From a formal perspective, the work is structured in three purely orchestral movements, within which two arias are embedded. The musical material—both lyrical and rhythmic—flows through and permeates all five sections, to the extent that the piece may be understood as a five-movement symphony with solo voice: the central movement assumes the function of a scherzo, the second and fourth correspond to adagios, the first acts as an introduction, while the final movement takes the form of a rondo animated by swift, relentless motion.
The content of the poetic texts unfolds a lyrical reflection on the world and on nature which, in a profoundly personal way, rises to engage with the concerns of the present, without ever renouncing the beauty of poetic language; some verses were composed by Bachmann specifically at Henze’s request.
The music succeeds in creating a dreamlike universe of extraordinary and at once delicately evanescent beauty: a sonic fabric that supports the texts, exalts them with an almost hymn-like momentum, and savours every nuance, while celebrating the human voice as an expression of life and love. Personally, I consider this composition to be one of Hans Werner Henze’s most beautiful works, and I have always found it regrettable that it is performed so rarely, due to its impressive orchestral structure. I am therefore particularly pleased that the Henze Foundation and the publishing house Schott have allowed me to present, on the occasion of the centenary of the birth of these two extraordinary artists, Henze and Bachmann, a chamber version of the work.
ORCHESTRA SINFONICA DELLE ALPI / ALPEN SYMPHONIE ORCHESTRA
Flauti Federica Giacomuzzi*, Davide Baldo
Oboi Gabriele Colombo*, Raffaele Spinello
Clarinetti Diego Benetti*, Beatrix Graf
Fagotti Michele Gadioli*, Louise Lapierre
Sassofono Damiano Grandesso
Arpa Flora Vedovelli
Trombone Demetrio Bonvecchio
Pianoforte Andrea Boschi
Corni Stefano Chiozzi*, Tiziano Gaddo, Riccardo Alberti
Trombe Alessandro Ferrari*, Carlo Fiora
Timpani Marco Eugeni
Percussioni Giorgio Calvo
Violini primi Giada Broz*, Julia Geller, Olga Dolhopolova, Anna Chiappalupi, Filippo Pedrotti, Alessandro Zaffiro, Fiamma Acosta, Natalia Kulak, Chiara Fioretti, Elina Kulak
Violini secondi Barbara Broz*, Passarella Filippo, Bohdan Kvasnytsia, Alessandro Barcelli, Aurora Cecchinato, Astrid Harlan, Davide Greco, Priyanka Ravanelli
Viole Bruno Stiler*, Davide Pasquali, Marco Castellani, Adriana Pernarella, Gewain Usher, Silvia Comin
Violoncelli Klaus Broz*, Dario Silveri, Luigi Galizzi, Nicholas Bragantini, Arseny Stavitsky, Maiia Konstantinova
Contrabbassi Manuel D’Amico*, Alberto Ortolan, Mauro Tomedi
* prime parti
Posto unico: 20 euro
Per tutti i biglietti acquistati in prevendita, la maggiorazione prevista è di € 1,50
Info e prenotazioni: 0578758473
prevendita@fondazionecantiere.it
Un ringraziamento a:


