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Claudio Santamaria: uno straniero al Poliziano

 

La notte poco prima della foresta - Claudio Santamaria Teatro Poliziano 2010/11“Un’unica frase, un fiume dirompente di parole, un insieme di attimi che non lasciano scampo”: è così che il regista Puerta Lopez definisce il testo di Bernard-Marie Koltès, un'opera del 1977 e quanto mai attuale. L’interpretazione è di Claudio Santamaria, un nuovo mattatore che si distingue per il coinvolgimento emotivo e lo sforzo fisico. Con un unico respiro, Santamaria dà voce a uno straniero che racconta la sua vita di emarginato ad un altro uomo, straniero come lui, fermato per strada in una notte umida.

Attorno c’è un mondo che si agita frenetico per non guardarsi dentro, gente che deride ferocemente chi ha scelto di non aderire al sistema, di rimanere lontano dalla felicità apparente, di stare dalla parte delle puttane pazze, di essere solido in un mondo sgretolato.

La scrittura rock e dissonante di Giuliano Sangiorgi (leader dei Negramaro) e le istallazioni sonore di Giuliano Lombardo accompagnano lo straniero in questa notte che precede forse il suo ritiro nella foresta. In un mistero profondo, tragico e bellissimo.


Talmente abile da innescare il suo fascino magnetico nello sguardo di un non vedente ossessionato dalle note di “Almost blue”. Così camaleontico da incutere timore ai nemici in un “Romanzo criminale”, per poi innamorarsi con Muccino in “Baciami ancora”. Tanto audace da far risorgere in tv un genio sregolato come Rino Gaetano. Carismatico e sexy come un outsider strafottente: in due parole, Claudio Santamaria.