
"LUCI MIE TRADITRICI": IL CAST COMPLETO
Dopo numerose rappresentazioni all’estero, arriva al 35° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano la prima italiana di “Luci mie traditrici” di Salvatore Sciarrino, allestita in coproduzione con l’Opera di Francoforte che sarà eseguita il 31 luglio alle ore 21.30 presso il Teatro Poliziano (in replica domenica 1 agosto alle ore 17.00). L’orchestra sarà l’Ensemble Algoritmo diretto da Marco Angius, mentre la regia è di Christian Pade.
LUCI MIE TRADITRICI
prima rappresentazione italiana
Opera in 2 atti (1998)
Libretto di Salvatore Sciarrino
Da “Il Tradimento per l’onore” di Giacinto Andrea Cicognini (1664)
Con un’elegia di C. Le Jeune (1608)
Musica di Salvatore Sciarrino
Nina Tarandek – La Malaspina (soprano)
Christian Mield – Il Malaspina (baritono)
Roland Schneider - L’ospite (controtenore)
Simon Bode – Un servo della casa (baritono)
Ensemble Algoritmo – direttore Marco Angius
Regia: Christian Pade
Scene e costumi: Alexander Lintl
Drammaturgia: Agnes Eggers
Assistente alla regia: Caterina Panti Liberovici
Assistente scena e costumi: Dorothea Lübbe
Luci: Gianni Trabalzini
Maestro sostituto: Giovanni Biswas
Direttore di scena: Mauro Milani
LA SCHEDA
Composta nel 1998 l’opera si articola in 2 atti con 8 scene ciascuno con libretto liberamente ispirato al seicentesco Il tradimento per l’onore di Giacinto Andrea Cicognini reso in forma dialogica con l’utilizzo di frasi brevi. Scelta operata consapevolmente dallo stesso Sciarrino. In Luci mie traditrici Sciarrino inserisce tutti gli stilemi del suo personalissimo linguaggio musicale: il suono è infatti sostanza stessa dell’azione. Il compositore sceglie infatti di adottare un susseguirsi di “effetti sonori”: armonici degli archi e arabeschi vertiginosi sulla tastiera che inducono gli interpreti a un’incredibile flessibilità vocale insieme a un uso non convenzionale e virtuosistico dello strumentario.
In questa creazione sciarriniana vengono di fatto accostate due tradizioni contrastanti: le pratiche del teatro musicale e la musica elettroacustica che in un connubio paradossale danno vita a un genere del tutto nuovo da alcuni definito ”teatro musicale elettronico”.
L’incipit di Luci mie traditrici costituisce peraltro uno dei più singolari del teatro musicale contemporaneo. L’opera si apre infatti con una voce off di frasi intonate come un prologo ripreso dall’elegia di Claude Le Jeune del 1608 che si interroga sulla perdita della bellezza dopo la morte che Sciarrino rinnova: utilizza infatti solo la linea melodica superiore riproponendolo nei tre intermezzi gradualmente trasformata.
I protagonisti interlocutori sono quattro: la Malaspina (Nina Tarandek - soprano), il Malaspina (Christian Miedl - baritono), l’Ospite (Roland Schneider - controtenore) e un servo della casa (Simon Bode - baritono). Voce e suono sono gli elementi fondanti di questo apparato: lo stile vocale si avvicina al parlato in una sorta di recitar cantando che talvolta si lascia sopraffare da una rinnovata cantabilità.
Nello sviluppo dell’opera i protagonisti diventano prigionieri di un incubo che finirà in catastrofe. “Si tratta di una vicenda che non ha racconto – dichiara lo stesso Sciarrino – ma ogni azione lascia un’eco infinita. La sua forza risiede nell’espressione del canto, nella creazione di uno stile vocale. Non sappiamo – continua Sciarrino – come e se Luci mie traditrici avrà un seguito. Ci troviamo però in una condizione privilegiata, quella di chi assiste a una rinascita della tragedia in musica”.
SALVATORE SCIARRINO
Nato a Palermo nel 1947 Salvatore Sciarrino da subito dimostra parcolari competenze musicali, ha iniziato a comporre dodicenne, tenendo il primo concerto pubblico nel 1962. La sua musica è caratterizzata dalla volontà di indurre il fruitore a un diverso modo di ascoltare e a una nuova presa di coscienza della realtà e di sé.
Vastissima la sua discografia, comprendente oltre ottanta titoli. Ha insegnato al Conservatorio di Milano dal 1974 al 1983, a Perugia (1983-1987) e al Conservatorio di Firenze (1987-96). Fra il 1978 e il 1980 è stato direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna. Accademico di Santa Cecilia, Accademico delle Belle Arti di Berlino. Ha avuto numerosi riconoscimenti fra cui il Premio Prince Pierre di Monaco e il Premio Internazionale Feltrinelli. È stato inoltre vincitore del Musikpreis Sazburg.
LA REGIA
Christian Pade, regista tedesco, ha già lavorato all'Opera di Francoforte, dove ha diretto anche “Caligula” di Detlev Glanert. Ecco perché Glanert, direttore artistico del 35° Cantiere ha invitato Pade per guidare la regia della coproduzione che per la prima volta lega Montepulciano a un teatro stabile.
A Francoforte, “Luci mie traditrici” sarà allestita al Depo, una sorta di auditorium dalle caratteristiche molto differenti rispetto a quelle del Teatro Polziano. Per coniugare le diverse esigenze dei due spazi, Pade si è soffermati sull'aspetto che ritiene più eccitante: la ricerca visiva e la concentrazione su una scena che possa adeguarsi in due ambienti così diversi. “In questo senso, siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto”, commenta Pade.
“In quest'opera di Sciarrino - riflette Pade - la musica assomiglia a una membrana che appare a scompare: un linguaggio ermetico che sembra avere la sostanza dei sogni e degli incubi. C'è l'immagine onirica di chi prova a correre ma si sente bloccato. D'altronde è questo il sentimento di tempi attuali: una restrizione dei movimenti che è ormai diffusa a livello globale.”
Questo allestimento assomiglia a un esperimento da laboratorio dove le provette contengono diversi elementi: l'amore, la speranza, il dubbio, la malinconia. E mischiando questi elementi, la reazione è sempre controllata, perché non c'è mai un'esplosione imprevista. La tensione dialettica tra le ampie vedute dei personaggi e la loro costrizione quotidiana è analizzata scrutando i caratteri dei protagonisti attraverso una lente d'ingrandimento immaginaria.
IL CAST
Nina Tarandek Mezzosoprano . Ha studiato al Conservatorio di Vienna ed ha partecipato a numerose master class, con M. Gorne, A. Kirchshlager e R. Piernay. Ha vinto il primo premio al concorso Fidelio di Vienna nel 2006. Ha debuttato con Alisa in Lucia di Lammermoor all'Opera di Francoforte e giovanissima all'Alten Oper ne La Rondine in forma di concerto. Sono seguiti ingaggi come Seconda Ragazza nella Nuova Produzione di Dafne all'Opera di Francoforte, come Seconda Dama nel Der Prinz von Homburg di Henze al Teatro di Vienna e dal Theatro Teresa Carreno di Caracas.
Christian Miedl Ha studiato al Mozarteum di Salisburgo ed ha frequentato un Master in International Business. Ha vinto il premio Francisco Vinas di Barcellona. Ha ricevuto ingaggi dai seguenti teatri: Badisches Staatsoper Karlsruhe, Bayerische Staatsoper, Seattle Opera, Wiener Festwochen. I ruoli più importanti che ha ricoperto sono stati Wolfram in Wozzeck, Il Conte ne Le Nozze di Figaro, Figaro ne Il Barbiere di Siviglia. Ha cantato nella prima mondiale di Jerusalem di E. Morricone, con l'Orchestra Nazionale della RAI. Ha partecipato al Festival di Lucerna, cantato all'Amsterdam Concertgebouw ed alla Gewandhaus di Lipsia. Ha lavorato con direttori quali Boulez, Eötvös, Nagano, Russell Davies.
Roland Schneider Controtenore, attualmente studia nella masterclass di G. Fuchs a Monaco di Baviera. Come membro del Bayerischen Theaterakademie ha cantato nei ruoli di Giulio Cesare, come Radames in "Radames" di P. Eötvös, in The Fairy Queen, come Ruggiero in Orlando Furioso di Vivaldi, come il Principe Orlowsky. Ha cantato nella prima rappresentazione dell'opera per bambini Kosmonauten di Danner con l'Orchestra della Radio Bavarese. Ha cantato di recente "Orfeo e Euridice" di Gluck al Festival "Dorf macht Oper" nel Brandeburgo con la Radio Sinfonie Orchester Berlin.
Simone Bode Tenore, ha intrapeso lo studio del violino e del pianoforte quando era piccolissimo. A 17 anni ha cominciato a prendere lezioni di canto e dal 2005 studia con C. Lehmann alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover. Ha ricevuto il premio Hans Sikorski - Gedächtnispreis e numerose altre borse di studio, tra le quali anche quella della Yehudi Menuhin Foundation Live music now. Tiene concerti in tutta la Germania in vari Festival ed ha cantato anche in altri Paesi con prestigiose orchestre, oltre ad effettuare registrazioni per la Radio Tedesca. Oltre che al repertorio operistico, si dedica anche alla liederistica ed alla musica da camera, collaborando regolarmente con musicisti quali G. Johnson, I. Levit e N. Rimmer, E. Moser, M. Kliegel ed il Trio Leibniz, con i quali ha eseguito diverse prime esecuzioni assolute. Dalla prossima stagione sarà membro dell'Opera Studio di Francoforte sul Meno.<!--[if gte mso 10]>






