BUONA LA PRIMA: APPLAUSI PER LA "MANDRAGOLA"
Teatro gremito per il debutto della nuova stagione. D'altronde "Mandragola" è considerata la commedia perfetta: un gioiello della letteratura italiana firmato da Niccolò Machiavelli e messo in scena nei palchi di mezzo mondo.
Quando ci si confronta con un simile valore, i rischi sono due. Ci si può arrendere al timore reverenziale spacciandolo per rigore filologico: in questo caso si rimane fedeli al testo, limitandosi ossequiosamente a non far danni. Oppure si può imporre una propria lettura esponendosi all'azzardo della sfida: si affronta così a viso aperto un capolavoro, a costo di uscirne con le ossa rotte.
Ugo Chiti e i buontemponi di Arca Azzurra trovano invece l'equilibrio necessario per mostrare l'attualità dell'opera, rispettandone i canoni estetici originali e scommettendo sull'ilarità fisiologica del linguaggio fiorentino.
Ne vien fuori uno spettacolo che suscita gli apprezzamenti unanimi del pubblico e rappresenta l'immagine di una stagione teatrale che si muove tra qualità e divertimento.
Una scenografia caratterizzata dalla razionalità della prospettiva e dalla geometria delle forme: elementi rinascimentali adeguati alle esigenze visive odierne. Costumi ricercati e maliziosi, luci precise anche nei dettagli. Interpretazioni puntuali, in certi casi ineccepibili (Dimitri Frosali, ça va sans dire). E soprattutto una regia dinamica che scandisce il ritmo di un lessico inesorabile (o forse viceversa). L'abilità di Ugo Chiti è quella dell'autore vero che non ha bisogno di strafare per ricordarti la sua classe e il suo talento: idee chiare, espedienti drammaturgici efficaci e il gioco è fatto.
Per tutto il resto c'è Machiavelli. Con la sua satira senza tempo e senza riguardi che inveisce contro la miseria umana e che deride inesorabile il potere del denaro, del clero e del conformismo. Cose che a pensarle ai giorni nostri si viene tacciati di volgarità o giustizialismo o insubordinazione (dipende dalla convenienza). E allora, ben venga un po' d'aria pulita. Giusto per rinfrescare la bassa pressione contemporanea con la brezza vibrante del Cinquecento.
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